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22 maggio 2008

Un orribile mostro chiamato Pingu

Una delle mie più grandi vittorie della mia vita è stata quando ho smesso di avere paura del buio, e abbandonato la famigerata “lucetta”, cosa tralaltro successa ormai 3-4 settimane fa.
Tutti quanti abbiamo le nostre paure, a volte molto particolari, c’è chi soffre di octofobia (paura del numero 8), chi di lutrafobia (paura delle lontre), di D&Gfobia (paura degli outlet e spacci aziendali), GlennGrantfobia (paura del chinotto) oppure Schiavonfobia (paura della gente sobria). Io soffro di una paura ancora peggiore….la Pingufobia, la paura di Pingu, il giovane e simpatico pinguino fatto di plastilina e sterco bovino che allieta le mattine dei bambini. Anche io ho cominciato a guardarlo come tutti gli altri bambini, durante la colazione prima di andare alle elementari…. Ma presto ho notato che leggendo il labiale (da bambino sono stato a lungo convinto di essere muto), cosa impegnativa visto la pessima pronuncia del 80% dei pinguini, ho notato che Pingu diceva frasi come “Shulz ti accoppo!” “Mangerò le tue interiora leggermente marinate in un brodo di mia preparazione” “Shulz farò soffrire il tuo callista”. Poi probabilmente in fase di montaggio veniva doppiato con una serie di UUUuuuUUU più pacifici e rassicuranti.
Inoltre parlando con il mio vecchio amico di infanzia, Dodo dell’albero azzurro, che ho conosciuto quando lavoravo come volontario nella “Clinica Cicchetto Rockfeller per Pupazzi alcolizzati”, ho scoperto altri dettagli raccapriccianti. Ripetendo tre volte di fila Pingu questo appare in casa tua e commette crimini aberranti come trucidarti la nonna, rigarti l’auto o ridipingere le pareti del bagno con colori troppo accesi e assolutamente non in tinta con i tappetini.
Inoltre sembra ci sia in circolazione una cassetta registrata dal criminoso Pingu in persona che, chi la vede, dopo 4 giorni 3 ore e 12 minuti (che è il corrispettivo della nostra settimana nel calendario pinguesco) si ritrova Pingu in salotto che lo costringe a vedere tutte le puntate degli ultimi due anni di Elisir….

13 marzo 2008

Lettore del blog in graverrimo pericolo!


Fenrir è uno dei miei lettori più incalliti (come se li sia procurati tali calli ve lo faccio supporre da voi) e dovendosi imbarcare nella pericolosa trasferta di Roma,per assistere ad Italia-Scozia di rubgy, mi sono preoccupato per lui ma soprattutto per i commenti sul mio blog……se dovesse accadergli qualcosa subirebbero un pesante calo.
Per questo motivo mi sono recato da un aruspice (non state a diventar matti su Wikipedia, è tipo un indovino) che però, essendo anche convinto ambientalista, non leggeva il futuro nelle viscere di aironi, pecore o tonni, ma squartando omini della Playmobil. Costui mi ha confermato che sarà un viaggio difficile per il povero oviparo Fenrir: all’andata, starà seduto proprio dietro al guidatore dell’allegra combriccola (per rispetto della privacy lo chiameremo Diego Armando Maratona), che si lascerà andare ad una lunga e nauseabonda flatulenza…. Il povero Fenrir svenirà per ore, riprendendosi solo alcune ore più tardi in autogrill, dove convinto di essere un albatros cercherà di volare verso i mari del sud…. Ma in realtà stramazzando nel banco dei cd in offerta.
Arrivati a Roma pernotteranno nell’ostello “Il Lazzaretto”, il primo ostello consorziato con il reparto di malattie infettive del Fatebenefratelli (tuttattaccato). Grazie alle maggiori possibilità finanziarie alloggerà alla Suite “Stafilococco” mentre i suoi compagni verranno fatti accomodare alla Suite “Colera” detta anche “Posto umido dove teniamo le scope”. Qui contrarrà tre malattie vaiolo,vaginite e una strana malattia che costringe a fare gesti fallici e pesanti apprezzamenti sessuali ai seni delle cameriere dei bar. Il conto sarà comunque positivo in quanto passerà ad altri ben 7 sue malattie: ebola, acne giovanile, dell’utri, herpes dozzinale, opel agila, scorbuto e doppie punte. Alla fine sulla strada del ritorno verrà rapito da alcuni guerriglieri ceceni….
Gli regalerò un cellulare con Internet integrato…. Così potrà seguire il mio blog anche dal suo campo di prigionia, tutto è bene quel che finisce bene.